LA TERRIBILE STORIA DEL VASA

By Daniela

C’era una volta un re che a soli 17 anni si trovò a capo di un grande e potente regno. Il suo nome era Gustavus Adolphus e il suo regno era la Svezia.

Questo re era così forte e temuto dai suoi nemici che veniva soprannominato il “leone del nord”. Era un periodo di battaglie sanguinose per l’Europa, la guerra infuriava tra Danimarca, Svezia, Russia e Polonia e Gustavus aveva bisogno di molte navi per la sua flotta.

Un giorno decise di farsene costruire una grandissima, così grande che al solo vederla i suoi avversari sarebbero morti dalla paura.

Il nome l’aveva già scelto, si sarebbe chiamata Vasa, come un suo potente antenato re di Svezia.

Chiamò un progettista olandese – gli olandesi a quell’epoca erano i migliori– e gli ordinò la progettazione di una nave grandissima, piena di leoni, sirene e tritoni scolpiti nel legno, e naturalmente di cannoni.

Cominciarono i lavori e Gustavus non era mai contento: la nave era sempre troppo piccola, i cannoni erano troppo pochi e neanche i leoni erano in numero sufficiente per il grande e potente Leone del nord, cioè sempre lui.

Il povero progettista, pensando che la nave non avrebbe retto tutto questo peso, tremava e con lui il costruttore, il capitano e l’appaltatore, ma nessuno osava protestare con il Leone del nord.

Inoltre il re era estremamente impaziente e desiderava che la nave fosse pronta subito perché doveva partire per la guerra. Gli uomini del costruttore lavoravano giorno e notte per poterlo accontentare e finalmente un bel dì la nave fu pronta.

Era una calda domenica di agosto. Tutta la città si era radunata al porto per vedere la grande nave del re, l’orgoglio della Svezia e il terrore dei suoi nemici.

Finalmente il Vasa lasciò l’isoletta di Skeppsholmen, dove era ancorato e veleggiò verso la folla. Tutti erano esultanti. Improvvisamente a una raffica di vento la nave si piegò su un fianco. La gente non riusciva quasi più a vederla e non capiva cosa stesse accadendo quando un bambinetto di circa otto anni gridò: “la nave affonda!”

L’orgoglio della Svezia, forse una delle più grandi navi dell’epoca, era affondata miseramente davanti al porto di Stoccolma nel suo viaggio inaugurale.

Il re per la rabbia si dava pugni in testa e si tirava i capelli gridando: voglio il progettista, voglio il costruttore l’appaltatore e il capitano! Portatemeli qui che li faccio decapitare! Invano i suoi consiglieri cercavano di calmarlo, il re non voleva sentire ragioni. L’unico che poté ricondurlo alla ragione fu il suo maggiordomo, che gli disse: “maestà calmatevi. Non potete farli decapitare senza processo. Non sarebbe comportamento degno del Leone del nord .”

Vennero chiamati i responsabili del Vasa.

Il capitano disse che era colpa dell’appaltatore, l’appaltatore disse che era colpa del costruttore e il costruttore disse che era colpa del progettista.

“Bene”  disse il re, “tagliamo la testa al progettista”.

Ma il progettista era morto l’anno prima e non si poteva più decapitare.  Così il re che per la rabbia sbatteva i piedi per terra e urlava come un matto se ne andò a letto bevendo una camomilla e il Vasa restò 300 anni in fondo al mare di Stoccolma.

Trecento anni dopo

Passarono trecento anni e un giorno, un ingegnere di nome Andres ebbe un’idea: perché non ripescare il Vasa dal fondo del mare ed esporlo in un museo?  Chiaramente tutti i suoi amici lo presero per pazzo, ma Andres era molto testardo e decise di non demordere.

“Ma dopo tutti questi anni”,  dicevano gli amici, “non sarà rimasto più niente del Vasa! I molluschi se lo saranno rosicchiato tutto!”

“Macché”,  rispondeva Andres, “i molluschi mangiatori di navi, le teredini, non vivono mica qui nel mar Baltico!”

“Comunque perdi tempo”. Ribadivano gli amici. “Perché invece non vieni a pescare il salmone con noi?”

“Verrò dopo aver pescato il Vasa”  rispondeva lui.

Andres cercò per cinque lunghi anni, fino a quando, un giorno, tirò su un vecchio pezzo di legno di quercia annerito: era un minuscolo pezzettino della grande nave!

A quel punto Andres riuscì a convincere la Marina Svedese che recuperare il Vasa era possibile e cominciarono i lavori.

Immaginate una grandissima nave adagiata in fondo al mare e tanti uomini che si lambiccano il cervello pensando a come tirarla su. Ognuno suggeriva una soluzione diversa. Addirittura venne bandito una specie di concorso per vedere chi avrebbe avuto l’idea migliore. Vinse una ditta specializzata in recuperi subacquei che propose la tecnica seguente, semplice ma molto valida.

Furono scavati dei tunnel sottomarini sotto la nave, poi vi furono passati sotto dei cavi d’acciaio fortissimi che furono fissati a due pontoni pieni d’acqua.

Furono poi svuotati i pontoni e  finalmente davanti agli spettatori in visibilio e a una folla di giornalisti la nave riemerse dal mare! Ma il lavoro non era finito qui. Bisognò chiudere i fori, sostituire i bulloni e i chiodi rovinati dalla ruggine,  riparare la poppa e fare qualche altra modifica per rendere la nave più solida. Inoltre per evitare che il legno vecchio di trecento anni una volta tornato all’aria si seccasse e si spaccasse, fu necessario spruzzare la nave con un preparato speciale giorno e notte per ben… 17 anni!

Adesso il Vasa si trova in un museo speciale appositamente costruito, dove non arriva mai la luce del sole diretta.

Vi posso assicurare che una nave così grande vista da vicino un pò di paura la fa ancora a tutti!

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...

Comments

  1. maurizio says:

    Bellissima interessante e tragica storia ma, hanno poi capito il perché del suo inaspettato affondamento? Quale è stata la causa che ha fatto sbandare la nave? Di chi era la responsabilità, del progettista, del costruttore o del comandante. E un giallo che è stato risolto o ancora da risolvere?
    Se mi date una risposta ve ne sarei molto grato. saluti Maurizio.
    P.S. Verrò a visitare la nave.

  2. Daniela says:

    @ Maurizio
    Caro Maurizio, in realtà pare fosse colpa del progettista (anche se pare avesse ricevuto forti pressioni dal re in persona). Però con certezza non si sa. Si sa solo che è affondata penosamente il giorno della sua inaugurazione. Con grande vergogna del re e di tutta la corte svedese. Se sei a Stoccolma ti consiglio vivamente di andarla a vedere. E’ ancora maestosa! :)

Speak Your Mind

*