Perché si dice 2 pesi e 2 misure

By Daniela

Per noi cuochi di oggi è facile realizzare una ricetta: i metodi di preparazione sono descritti chiaramente e le dosi sono indicate in maniera esatta. Ma non sempre è stato così. Le ricette di una volta erano molto vaghe perché si rivolgevano a un pubblico di professionisti e le quantità erano genericamente indicate con “quanto basta”. Ma non solo. Il vero problema era che in Europa fino alla seconda metà dell’Ottocento non ci si era ancora riusciti a mettere d’accordo su un metodo di misura unico per i solidi (cioè farina, zucchero, burro e anche… persone!) e per i liquidi (cioè latte, vino, ecc ).

Il modo di misurare non solo variava da una nazione all’altra, ma anche (all’interno dello stesso Stato) da una regione all’altra e spesso differiva anche all’interno della stessa regione. Immaginatevi che confusione!

In Emilia Romagna ad esempio per pesare si utilizzava la libbra, che a Modena pesava 340 gr., ma nella vicina Bologna era già di 361 grammi. In Sicilia nel Trecento si usava il tomolo, ma il suo peso non era sempre uguale. Gli astuti e avidi baroni siciliani utilizzavano due diversi tomoli per misurare il grano: uno grande grande che serviva per farsi dare il grano dai contadini e l’altro molto più piccolo che utilizzavano per rivendere prodotti a quegli stessi contadini. Ancora oggi in italiano si usa l’espressione “usare due pesi e due misure” per indicare vistose differenze di trattamento.

Oggi nella maggior parte del mondo si usano i chili per misurare i solidi, i litri per i liquidi e il metro per le misure lineari. Ma attenzione, se andate in Inghilterra vi potrebbero chiedere quante “pietre” pesate e quanti “piedi” siete alti, per non parlare della Svezia, dove farina e zucchero si misurano in litri…

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Comments

  1. Quante cose si conoscono leggendovi.. è proprio vero che “la vecchia non voleva mai morire perchè aveva sempre da imparare”

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