Il ratto della primavera

Demetra, dea della terra e della fecondità, aveva una figlia di straordinaria bellezza di nome Persefone (detta anche Primavera), e per paura che gliela portassero via la teneva al sicuro nella sua isola preferita, la Sicilia.

Ma le precauzioni non bastarono, perché un giorno l’evento tanto temuto da Demetra si avverò. Un bel mattino infatti Persefone, mentre coglieva fiori un po’ in disparte dalle ninfe sue amiche, venne rapita da Ade, il dio degli inferi, che se ne era perdutamente innamorato. Demetra cercò la figlia per nove giorni e nove notti, ma invano.

“Figlia mia, mio unico bene, dove sei? Inutile per me è la vita se tu non sei qui con me. Vorrei morire, ma sono una Dea e quindi immortale. Che destino amaro il mio, non poter morire ed essere oppressa da un’angoscia mortale! Così indicibile è la mia pena che non potrò più compiere il mio dovere. Notte, avvolgi la terra in un manto buio e freddo! Fiori, fuggite i prati! Frutti, abbandonate gli alberi! Non vi sia più gioia sulla terra senza Persefone e muoiano gli uomini tutti!” E così dicendo si allontanò, chiusa nel suo dolore.

Intervenne allora Elios, il sole.

“Cara Demetra, io so dove si trova Persefone e se fossi in te la smetterei di guardare sulla terra e cercherei invece sotto terra, da Ade. Ah, a proposito, tuo fratello Zeus era al corrente del rapimento, è stato proprio lui a dare il consenso…”

A queste parole Demetra divenne furibonda per il tradimento familiare e decise di abbandonare l’Olimpo. Prima però si  recò negli inferi da Ade per riprendersi la figlia.

“Demetra bella mia, non ci penso nemmeno a restituirti Persefone. Vedi, io ne sono perdutamente innamorato. E poi, anche volendo, ormai non potrebbe più tornare. Ha mangiato quattro semi di melograno, il frutto dei morti” disse Ade.

A quelle parole Demetra si sentì venir meno. Voleva riabbracciare la figlia, ma a nulla valsero i suoi lamenti e le sue invocazioni. Neppure le minacce della povera dea servirono a qualcosa.

Per risolvere la questione si dovette scomodare  Zeus. Era un bel problema per il Padre degli dei; infatti se da un lato non era auspicabile la distruzione dell’umanità, dall’altro gli era altrettanto sgradito mettersi contro Ade, che oltretutto era suo fratello. Alla fine Zeus arrivò a una decisione salomonica: “Persefone resterà quattro mesi con suo marito Ade e otto mesi con Demetra.”

E da allora quando Persefone rimane con il marito, agli inferi, la terra dorme e abbiamo l’autunno e l’inverno. Quando invece la dea torna sulla terra per aiutare la madre, allora la natura è in festa e abbiamo la primavera e l’estate.

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Comments

  1. Antonella Brambati says:

    Un’allegoria stupenda che trasmette ai bimbi la consapevolezza che non esiste il caso, ma tutto avviene secondo leggi cosmiche che sono in sè perfette e sono dettate soltanto dalle ragioni del cuore, inteso come sede della conoscenza spirituale, al di là di ogni barriera di razza, colore politico, linguaggio ecc…Grazie di averla riproposta come stimolo creativo da applicare concretamente anche in cucina…bravissimissimi…

  2. Daniela says:

    @ Antonella Grazie per il bellissimo commento! Concordo pienamente, effettivamente era quello il mio intento :)

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