Storia del grissino e ricetta da fare con i bimbi

By Carlotta

Questa è una delle tante facili ricettine, con la sua storia,  che io e Daniela abbiamo proposto in passato ai nostri piccoli chef. Per il compleanno di mio marito, mi sono rimessa in gioco con festa e grande cucinata…e così ho riprovato a fare i grissini con la mia ciccetta. Facili, veloci e tanto buoni…se vi dico che ne sono arrivati ben pochi agli amici la sera della festa…cotti e pappati subito…e con un gran sapore e profumo…!!

Ingredienti (per 15 pezzi circa):

  • 155 g di farina
  • 100 g di burro a pezzi a temperatura ambiente
  • 100 g di formaggio grattato
  • 1 tuorlo d’uovo
  • 1 cucchiaino di fior di sale
  • 1 cucchiaino di semi di sesamo

Preparazione: mescolate la farina con il burro a pezzi, fate lavorare ben bene anche le manine dei bimbi e poi aggiungete il formaggio. Lavorate l’impasto e aggiungete  il tuorlo dell’uovo e un cucchiaio grande di acqua; la pasta deve essere omogenea. Formate tante palle di pasta di dimensione media, e lavoratele con le mani fino ad ottenere  dei grissini di circa 12 cm ciascuno. I bimbi si divertono tanto a formare i bastoncini, raccontate loro che possono pensare di formare dei bastoni o delle spade…i maschietti si entusiasmano sempre tanto…

Iniziate quindi a scaldare il forno 200 gradi. Spennellate i grissini con acqua e metteteci sopra del sale grosso (fior di sale) e i semi di sesamo.

Fate cuocere i vostri grissini a  200 gradi per 10 minuti circa. Lasciateli raffreddare e godeteveli!

La conoscete la storiella del grissino? Leggete un po’…

C’era una volta a Torino, intorno all’anno 1680, un giovane duca chiamato Vittorio Amedeo II di Savoia. Il giovane sovrano soffriva di disturbi intestinali e per questo motivo la sua struttura era gracile e fragile.Fu proprio quando il duca si ammalò che il GRISSINO fece la sua comparsa alla reggia. Infatti, arrivò a corte un noto fornaio di Torino, Antonio Brunero di Lanzo, per provare a guarire il giovane con un pane più cotto, senza quindi germi intestinali, ben lievitato e ancora molto croccante e con poca mollica. Il fornaio terapeuta studiò così una forma di pane a listarelle….”bastoni di pane ben cotti, anzi bis-cotti, con assenza quasi totale di acqua, friabili, aromatici e con poca o nulla mollica”.

Come le belle favole impongono, il duca guarì cibandosi di questo pane. Non si allontanò mai dal cesto di grissini, ne portava sempre un gran numero con sé. Ancora oggi si narra che il suo fantasma vaghi per il castello conducendo con una mano il cavallo e brandendo con l’altra un grissino incandescente. Dopo la guarigione del duca, il grissino diventò il pane preferito di casa Savoia e fu apprezzato da altri reali, come la principessa Felicita che si fece ritrarre dal pittore di corte con un grissino in mano, e così fu nominata la principessa del grissino.

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...

Comments

  1. proveròòòòò!!!!
    grazie simona

Speak Your Mind

*