Passeggiata a Palermo tra mosaici d’oro, moschee riconvertite, statue svergognate, e spade. Con l’apparizione straordinaria della fata Morgana

By Daniela

Palermo with kids

Itinerario n.4

Questo itinerario parte dalla cattedrale di Palermo.

Narra la leggenda che un giorno di tanti tanti anni fa, un uomo forte e coraggioso venuto dal Nord (un normanno) arrivò in Calabria e si sedette sulle sponde del mare. Subito sentì un odore inebriante di fiori, la musica di danze di guerra e pianti strazianti di uomini e donne.

“Da dove vengono questi profumi e questi suoni ?” chiese a un abitante del posto.

“Ahimè, mio signore” gli fu risposto “Il profumo che avete sentito è quello di zagare e gelsomini, le danze sono quelle dei guerrieri musulmani e i pianti quelli dei cristiani sottomessi. Sono i suoni e i profumi della bellissima isola chiamata Sicilia.”

Ruggero, questo era il nome del coraggioso guerriero, desiderò allora ardentemente conquistare quell’isola, ma non aveva navi. Cominciò a disperarsi quando dal mare gli apparve una bellissima donna, che guidava un cocchio trainato da cavalli. Era la fata Morgana, la sorella di re Artù.

“Monta sul mio cocchio Ruggero. Ti porto io in Sicilia”.

“Mai!” disse Ruggero con fervore  “La Sicilia non me la daranno le tue arti magiche! La conquisterò da solo con i miei mezzi!”

La fata allora tirò tre sassi nel mare e la Sicilia apparve ancora più vicina e desiderabile, distante solo qualche metro.

“Sali” lo invitò ancora una volta Morgana sorridendo “Vieni con me sul mio cocchio”.

“Mai” ribadì con determinazione Ruggero “Se aiuto devo avere, non sarà certo quello di una fata. Saranno Gesù e la madonna ad aiutarmi a conquistare la Sicilia”.

Al nome di Gesù e della madonna la fata scomparve nel mare, insieme al cocchio e tutti i cavalli e davanti al re apparve una flotta di navi, già pronte per far guerra ai musulmani.

Ruggero arrivò quindi in Sicilia e la conquistò. Ma non per questo decise di annientare i musulmani, anzi sia lui che suo figlio, Ruggero II, mostrarono sempre un grande rispetto per  gli usi e costumi del popolo arabo e per la sua religione. Molti degli splendidi edifici costruiti dagli arabi rimasero, anche se vennero modificati. E molti altri vennero costruiti servendosi delle maestranze musulmane. Lo stile dei cristiani si fuse quindi con quello dei musulmani dando vita a un nuovo stile che venne chiamato: arabo-normanno.

La cattedrale di Palermo

La grande moschea di Palermo (che a sua volta era sorta sui resti di una basilica) venne trasformata in cattedrale. Se guardate con attenzione, noterete ancora qualche scritta in arabo sopravvissuta al tempo, tracce di muqarnas e altri dettagli di  gusto squisitamente arabo.  La cattedrale è bellissima all’esterno, ma il suo interno,  profondamente modificato nel Settecento, non è altrettanto bello.

Non dimenticate di visitare la tomba di Federico II, dove qualcuno porta sempre dei fiori, e quella di sua madre Costanza d’Altavilla. Tutte le piccole principesse inoltre saranno affascinate dalla tiara di Costanza d’Altavilla, custodita nella sacrestia nuova.

Al re Ruggero II succedette Guglielmo I, sovrano non  amato dalla popolazione, che non per nulla fu soprannominato “Il malo”.  Durante il suo regno la Sicilia fu scossa da molte sanguinose rivolte. In una di queste il suo primo ministro, Maione di Bari, fu ucciso  da Matteo Bonello, che per giunta era suo suocero. Matteo Bonello fu giustiziato e la lama della sua spada venne spezzata. Rimase soltanto l’elsa e se volete sapere dov’è andata a finire, uscite dalla cattedrale e recatevi a vedere l’edificio a fianco, il palazzo arcivescovile. Noterete che sul battente destro del portone si trova conficcata l’elsa di una spada. Pare che sia proprio quella con cui venne ucciso il povero Maione….

Palazzo reale

Adesso risalite per Corso Vittorio Emanuele, chiamato anche Cassaro (da Quasr) e arriverete a Piazza Indipendenza, dove si trova l’ingresso per visitare il Palazzo reale. Venne costruito come fortezza nel X secolo dagli emiri arabi e dopo la conquista andarono a stabilircisi i  re normanni.  In epoca arabo-normanna ero uno splendido palazzo, con giardini lussureggianti pieni di piante e fontane. Nei secoli ha subito varie modificazioni, ma per fortunate circostanze, la stanza di Ruggero II è rimasta intatta. Durante il regno dei normanni e successivamente di Federico II, il palazzo reale di Palermo fu praticamente il centro del mondo.  Nelle sue bellissime sale si poteva sentire parlare in ebraico, greco, latino, arabo e persino nei dialetti della Francia settentrionale. Proprio nelle sue sale nacque, all’epoca di Federico II,  la prima scuola poetica in lingua italiana. La gente che parlava tutte quelle lingue diverse, praticava anche diverse religioni e fatto estremamente raro per l’epoca, i sovrani facevano mostra di una certa tolleranza. Pare che nel 1169, durante un forte terremoto, alcune dame di corte, che fino a quel momento si erano fatte passare per cristiane, cominciarono a invocare Allah. Spaventate di eventuali ripercussioni, le dame cominciarono a tramare di paura, ma Il sovrano dell’epoca, Guglielmo II (quello Buono) le rassicurò dicendo:

“Non preoccupatevi. Che ognuno preghi il Dio in cui crede”.

Il gioiello del palazzo reale è senza dubbio la cappella palatina, decorata di bellissimi mosaici a tessere d’oro che raffigurano episodi della Bibbia e anche momenti di vita quotidiana a corte.

Piazza della Vergogna

Una volta usciti dal palazzo reale, ripercorrete il corso vittorio Emanuele e fermatevi a Piazza Pretoria, dove si affaccia il municipio cittadino,  adornata da una bella fontana del 1500. Sia perché le statue della fontana sono nude, sia in riferimento alla corruzione del senato cittadino, la piazza si guadagnò l’appellativo popolare di “Piazza della vergogna”.

Immagino che a questo punto siete stanchi e che sicuramente vi è venuta fame.

Continuate a scendere per corso Vittorio Emanuele, fino ad arrivare in via Venezia, una traversa di via Roma, all’altezza del Teatro Biondo. Al numero 20 troverete Ferro di cavallo, una tipica trattoria siciliana, che prepara piatti tipici a prezzi modici, perfetta per adolescenti affamati e bambini chiassosi.

A questo punto la vostra passeggiata potrebbe essere conclusa, ma penso sia mio dovere consigliarvi di prendere la macchina recarvi a Monreale a vedere il duomo, che al contrario della cattedrale di Palermo è meraviglioso all’interno.

Il duomo venne fatto costruire da Guglielmo II (il Buono) che era molto devoto alla madonna. Narra la leggenda che  un giorno che si era recato a caccia vicino Monreale, il sovrano  si addormentò e sognò la Madonna che gli disse:

“Nel punto esatto in cui ti sei addormentato c’è il tesoro più grande del mondo: dissotterralo e costruisci una chiesa”.

(Eh, sì ragazzi. Se ci seguite da un po’ di tempo avrete capito che dappertutto in Sicilia ci sono tesori nascosti. Basta solo scavare un po’…)

E così Guglielmo II seguì alla lettera le istruzioni della madonna e fece edificare una bellissima chiesa, adorna di splendidi mosaici.

E come dicono i siciliani: “chi va a Palermo e non va a Monreale parte asino e torna maiale”.

Io vi ho avvertiti….

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...

Speak Your Mind

*