Gli allegri omini di San Nicolas

By Daniela

Qui a Lussemburgo – ma anche in Belgio, in Germania e soprattutto in Olanda –  le festività natalizie cominciano con la visita di un personaggio moolto importante vagamente imparentato con Babbo Natale. Parliamo di San Nicolas, che arriva direttamente dalla Spagna (eh, sì è lì che abita quel furbacchione), sbarca dalla sua nave probabilmente in Olanda (il luogo di approdo è segreto) e poi va a trovare tutti i bambini buoni a cavallo del suo destriero bianco. Ma il buon San Nicolas non fa mai il suo viaggio tutto da solo, infatti è accompagnato da Pietro il moro, che lo aiuta a distribuire caramelle e a tenere nota delle monellerie e delle buone azioni dei bambini. Si mormora che i monelli vengano portati via sulla nave di San Nicolas, dove passeranno un anno intero in Spagna con Pietro il Moro…

Ma poiché, per fortuna, non abbiamo mai conosciuto bambini così monelli, non ve lo possiamo dare per certo.

Nella nostra famiglia, così come in tutte quelle del Nord Europa, il 5 dicembre prepariamo una degna accoglienza a San Nicolas, facendogli trovare un ritemprante spuntino notturno e ovviamente non dimentichiamo di mettere le scarpe dei bimbi davanti al camino (va bene anche la porta di casa, lato interno), sperando che lui le riempirà di doni.

Intanto da metà novembre fino al 6 dicembre, potremo trovare gli allegri omini (petits bonhommes, in francese) in tutte le pasticcerie del Granducato.

Quest’anno però li abbiamo fatti anche in casa, con la ricetta che trovate di seguito.

Ingredienti per 12 omini:

  • 500g di farina
  • 5 cucchiai di zucchero
  • 80 grammi di burro
  • 250ml di latte
  • 1 uovo
  • 1 tuorlo sbattuto con 1 cucchiaio di latte per la doratura
  • 1 bustina di lievito di birra in polvere
  • 1 cucchiaino di sale
  • uvetta per gli occhi

In una grande ciotola versate farina, zucchero, e sale. Mescolate bene. Riscaldate leggermente il latte (deve diventare tiepido, non caldo) e in una ciotolina a parte sbattete l’uovo. Prendete la prima ciotola, fate un cratere al centro e versatevi il latte tiepido con l’uovo sbattuto e il lievito.  Amalgamate e poi aggiungete il burro tiepido. Lavorate molto bene, se possibile aiutandovi con un mixer.

Mettete l’impasto in una grande ciotola, copritelo con uno strofinaccio da cucina leggermente umido e lasciate lievitare al caldo per circa un’ora.

A questo punto, se volete, potete anche mettere l’impasto in frigo per tutta la notte.

Riprendete la pasta, lavoratela un po’ per eliminare le bolle d’aria e dividetela in 12 palline uguali.

Stendete la pasta e poi ricavatene tanti ometti (potete fare quest’operazione con le forbici, ma i più piccolini potranno tranquillamente adoperare una formina).

Fate loro gli occhietti con l’uvetta (ricordate di premere bene l’uvetta nella pasta; così non si stacca dopo la cottura) e poi metteteli in una teglia e fateli rilievitare fino a quando saranno raddoppiati di volume. Infine spennellate gli omini con il composto di uovo e latte e fate cuocere in forno già caldo a 180° per circa 20 minuti.

Con questa ricetta partecipiamo alla simpatica iniziativa di solitamente, cene internazionali.

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Comments

  1. Che atmosfera calda e accogliente…e che omini deliziosi…
    Non trovo niente di più bello delle tradizioni!
    Buon Lunedì cara

  2. Wow!!! Ma che belliiii… li aspettavo da tanto :) eh eh eh … vederli “dal vivo” fanno un effetto bellissimo!! Altra ricetta da appuntare … prima o poi riuscirò a farle tutte le vostre ricette :)

  3. @ Renata
    E’ vero le tradizioni sono quello che poi negli anni costruiscono la famiglia.
    @ solitamente
    vedrai sono proprio facilissimi. E poi con il fatto che puoi fare metà del lavoro il giorno prima sono pratici. Perché non ci provi con la ribellina?

  4. Care non immaginate che scorpacciata che abbiamo fatto di questi omini l’anno scorso a Colmar, mamma che buoni!!!
    qui ogni ricetta è da segnare!!! ieri ho cercato ovunque ma non ho trovato le monoporzioni per i panettoncini…:-)) vuol dire che ne faremo solo uno grande per la bisnonna!!!

  5. Daniela says:

    @ Laura
    Se per monoporzioni intendi le forme di carta in cui cuocerli, non puoi immaginare dove le abbiamo trovate noi ( e non metterti a ridere!) a New York!!! Ho l’impressione che fuori dai nostri confini nazionali il panettone sia fatto in casa molto più spesso che da noi…!

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