Il trifulao e la sua cagnolina Luna

By Daniela

Ci sono tanti bei mestieri legati al mondo del cibo e della cucina: il contadino, l’allevatore, il panettiere, ecc.. E di pasticcieri, coltivatori, cuochi ne avrò incontrati a centinaia nella mia vita. Ma c’era un mestiere di cui non sospettavo neanche l’esistenza legato al mondo della buona cucina, che ho avuto occasione di conoscere nello stupendo weekend regalatoci da Vinchef , un nuovo insaporitore alle erbe aromatiche, tutto naturale come piace a noi, (vi racconteremo in seguito). Parliamo del trifulao.

Il trifulao in piemontese è il cercatore di tartufi. E adesso cari cuochini vi starete sicuramente chiedendo cos’è esattamente un tartufo. E’ un fungo molto raro e profumatissimo  che però cresce sottoterra, vicino alle radici di alcuni alberi come pioppo, tiglio, castagno e quercia.

I tartufi sono rari e quindi molto costosi; pensate che in passato si trovavano solo sulle tavole di re e regine. I tartufi si trovano seguendo… l’odore. Ecco perché i trifulai hanno sempre lavorato insieme ad animali dall’odorato esercitato. Tanto tempo fa i trifulai si facevano aiutare dai maiali, anzi per esattezza dalle femmine del maiale. Oggi invece  si fanno molto più elegantemente accompagnare da cani appositamente addestrati. Il trifulao in passato era un mestiere che si tramandava di padre in figlio. Anche perché trovare una tartufaia (cioè un terreno dove crescono  tantissimi tartufi) era un po’ come scoprire  una miniera d’oro e i trifulai stavano bene attenti a non rivelare a nessuno, al di fuori della famiglia, il loro preziosissimo segreto.

I trifulai poi avevano anche cura di insegnare alla loro discendenza come addestrare i cani. Eh sì, perché per cercare i tartufi bisogna assolutamente avere un cane, capace di portare il trifulao direttamente nel luogo dove cresce il tartufo, altrimenti si rischia non solo di vagare a vuoto riempiendo il bosco di buche, ma anche di rovinare per anni e anni le tartufaie, assaltandole a colpi di vanga. Una volta trovato il tartufo, il trifulao poi dovrà avere cura di ricoprire la buca che ha scavato, così come è previsto dalla legge. Ma in realtà ogni trifulao che si rispetti questo gesto lo farebbe comunque, per non rivelare alla concorrenza il posto dove ha scovato il suo bel tartufo.  Pensate che alcuni trifulai, per mantenere il loro segreto andavano alla ricerca dei tartufi di notte e senza alcuna illuminazione.

Avrete quindi già capito che si tratta di un mestiere antico, anzi antichissimo. Già gli antichi romani mangiavano questo “fungo” prodigioso, convinti che il suo gusto e il suo profumo così particolare fossero il risultato di un prodigio sovrannaturale. Forse perché si tratta di un antico mestiere e ci aspettavamo un arzillo signore con barba e capelli bianchi, siamo rimasti un po’ sorpresi di scoprire che il nostro trifulao era un simpatico e giovanissimo ragazzo, entusiasta del suo lavoro e tenerissimo con la sua cagnolina, Luna.

Anche il nostro trifulao cerca i tartufi di notte, ma solo perché di giorno studia e lavora.

Quello del trifulao non è certo un mestiere facile. Bisogna amare la natura, avere tanta pazienza e energia e non avere paura di sporcarsi le scarpe di fango. Noi del gruppo di Vinchef abbiamo cominciato la caccia con tantissimo entusiasmo, anche perché dopo il pranzo cucinato tutti insieme, avevamo voglia di sgranchirci le gambe con una bella passeggiata nel bosco. Ma dopo un po’ eravamo stanchi e con gli stivali completamente infangati e poi dobbiamo confessarlo, a quel punto io e Carlotta ci eravamo date  a una delle nostre attività preferite, le chiacchiere, questa volta con le nostre nuove amiche e amici: MonnyB, Lia di montagne di biscotti, Silvia di  la cucina di nonna papera, Giulia e Omar di Barboncina in cucina e Giorgia e Cyril di Cook is Good.

Infine, dopo tanta fatica il momento del rinvenimento del tartufo è stato veramente magico. Luna era concentratissima e contentissima e poi tutta fiera ha “consegnato” il tartufo nelle mani del  trifulao, che l’ha premiata con un bel pezzetto di wurstel!

Così si è conclusa la nostra splendida giornata nelle Langhe e il resto dell’avventura culinaria ve lo racconteremo io e Carlotta nelle prossime puntate.

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Comments

  1. Ma sai che anni fa ho conosciuto un ragazzo che faceva questo mestiere e prima di lui il padre e il nonno…ricordò che mi racconto tanto dell’importanza dei cani e dell’amore per questi percorsi nei boschi
    io non sapevo neppure cosa fosse un tartufo…
    e fino ad oggi non sapevo che si questi “pellegrini dei boschi” si chiamassero trufolai…
    Mi piace!

  2. Ma che splendido post… non conoscevo questa professione antica, molto interessante tutto quello che hai condiviso con noi, buon w.e.

  3. Elisabetta says:

    Molto bello il post, ispira un bel viaggio nelle Langhe! Sapete che i beagle sono una razza particolarmente adatta x la caccia al tartufo? Potremmo addestrare Bruno e partire in avanscoperta… :-)

  4. @ Elisabetta
    Non sapevo di questa particolarità dei beagle. Dai addestriamo Bruno!!

  5. @ Ely
    Sai che prima di passare questo weekend nelle Langhe non conoscevo proprio nulla di questo mestiere neanche io? Bella la professione delle foodblogger!

  6. @ Renata
    Che bello conoscere persone che fanno questi mestieri tradizionali! Io l’ ho subito raccontato ai miei figli!

  7. Non avrei mai immaginato il mestiere di trufolao esercitato da questa simpatica squadra… Viene proprio voglia di trascorrere una bella giornata in cerca di tartufi, con l’infallibile olfatto di Luna al seguito!

  8. Che peccato non essere riuscita a venire!!! Mi è rimasto un grande rammarico ma non ho trovato voli che mi permettessero di arrivare a Torino ad un orario decente e senza viaggiare per 9 ore!!! Peccato, io gli scarponi infangati li avrei indossati volentieri 😀

  9. @ Veru
    E’ davvero un peccato che tu non sia potuta venire…! Ci saremmo potute incontrare dal vivo!! Spero però in una prossima occasione!

  10. Vedo che anche voi avete apprezzato la cagnetta Luna che ha tentato di portarmi via i miei padroncini!!
    Per fortuna non serbo mai rancore, quindi ho già perdonato Luna… =)
    Bau bau, avete scritto proprio un bel post!!
    Mirty

  11. Carina!!!Bellissima la descrizione e le foto…la mia macchina si è scaricata uscendo dalla tenuta…che sfortuna!
    Un bacione

  12. luca vola says:

    buonasera a tutti, sono luca vola, il TRIFULAO in questione. grazie per il bellissimo post, mi sono quasi commosso nel leggerlo! credo sia molto importante che le persone capiscano che dietro al prodotto tartufo c’è una passione enorme, un rapporto splendido con il cane da tartufi, molta pazienza, costanza e tenacia, esperienza (che a me manca perchè non ho avi trifulao e nessuno te la insegna). c’è una grossa passione per i boschi e la natura in genere, attenzione ed attrazione per la luna!!! (dovreste provare ad andare per tartufi con la luna piena, è davvero qualcosa di magico!). il mondo del tartufo è magico e misterioso e andrebbe compreso per quello che è e non visto dal mero lato speculativo che purtroppo in molti casi si è venuto a creare. grazie ancora per la bellissima descrizione.
    ps: chiedo scusa a tutte le food blogger se non riesco ad intervenire sui loro blog. mai visto un beagle da tartufi, ma la mia Luna insegna che..niente è impossibile!

  13. @ Luca
    Grazie per la visita Luca! Il tuo è davvero un bellissimo mestiere e noi che ti abbiamo visto all’opera siamo stati contagiati dal tuo entusiasmo e dalla tua passione.
    E ora che ci parli della luna piena capisco perchè la tua cagnolina si chiama così!

  14. @ Lia
    grazie Lia.
    E per quanto riguarda la macchina, non lo dire a me….A me capita sempre che si scarichi sul più bello o che la memoria sia troppo piena proprio quando volevo cogliere l’attimo!

  15. luca vola says:

    si è proprio per quello che si chiama così, sono tremendamente affascinato dalla luna!! così vi ho anche sfatato il mito del trifulao vecchio, gobbo con la barba bianca! la natura ci offre molto e io ho scelto due campi, la coltivazione della vite e cercare i tartufi, che mi danno davvero molto..grazie per avere capito (e descritto) la mia enorme passione per questo “mestiere” e per luna (il cane in questo caso) soprattutto!

  16. @ Luca
    Che bello! Allora la prossima volta ci farai venire anche l’amore per la coltivazione della vite!

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