La frutta di Martorana

By Daniela

A Palermo è tradizione mangiare la frutta di Martorana per il giorno della commemorazione dei defunti.

Si tratta di frutta, ma ormai anche panini, pesci, carne e quant’altro la fantasia suggerisce, modellati in una pasta di mandorle e zucchero, simile al marzapane.

A dire la verità avevo sempre pensato che fosse difficilissimo farla, invece, quando un amico pasticciere mi ha dato la ricetta, ho scoperto che era talmente semplice che potevano prepararla anche i bambini. Oltretutto è una delle poche ricette senza forno e senza coltelli, particolarmente adatta per i cuochini. Specialmente quelli con l’estro artistico, che si divertiranno a modellare la pasta come se fosse plastilina e poi a dipingerla con i colori alimentari.

Tra l’altro l’amico pasticciere mi ha confessato che spesso, nella frutta di Martorana che si trova in commercio, si tende ad abbondare con lo zucchero (che costa di meno)  e si lesina sulle mandorle (che costano di più).

Ingredienti :

  • 250 g farina di mandorle
  • 250 g di zucchero a velo
  • 35 g di acqua
  • 1 cucchiaino di glucosio liquido
  • una goccia di essenza di mandorle amare (facoltativo)
  • coloranti alimentari, se possibile naturali.

A titolo indicativo, con queste dosi sono venute 8 fragole, 4 fichi e 4 fichi d’India.

In una grande ciotola versate la farina di mandorle e lo zucchero. Mescolate e poi aggiungete il glucosio e l’acqua, e la goccia di essenza di mandorle amare (non esagerate se non volete ottenere un aroma troppo artificiale).  Mescolate e poi impastate con le mani (senza esagerare però, altrimenti l’impasto sarà troppo oleoso) fino ad ottenere un impasto morbido e omogeneo.

Tutto qua? Sì, la vostra pasta di Martorana è pronta!

Adesso formate dei frutti a vostra scelta lavorando la pasta con le mani.

Se utilizzate gli stampini (a Palermo si trovano abbastanza facilmente e a poco prezzo; io le ho comprate nel mercatino a piazza Marina), basterà coprirli con la carta trasparente e premere una pallina di pasta di mandorle fino a darle la forma.

Una volta creata la frutta, potete divertirvi a colorarla con un pennellino e i coloranti alimentari.

Una curiosità storica

Questa frutta si chiama di Martorana, perché vi è legata una leggenda.

Si narra che in una fredda giornata autunnale il re (ma c’è anche chi dice che fosse il Papa) fosse venuto a far visita alle suore del convento della chiesa della Martorana, a Palermo. Le suore, trovando gli alberi troppo spogli e deprimenti per accogliere un re, decisero di abbellirli appendendo ai loro rami senza foglie della frutta colorata, fatta appunto di pasta di mandorla, che da allora venne chiamata “pasta di Martorana”.

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Comments

  1. buonaaaaa!
    trovassi la farina di mandorle! la prossima volta mi faccio la lista della prima di tornare in Italia

    ps: lista aggiornata :)

  2. Daniela says:

    Grazie della visita Mi.
    Ma davvero non si trova la farina di mandorle? Comunque la puoi fare tu mettendo nel frullatore le mandorle sbucciate intere. In questo modo è ancora più buona!

  3. Fantastica!! Perfetta anche per i regalini da fare a natale, le formine pero’… Mi sa che sara’ difficile trovarle. Ma x colorarle si intinge il pennello nel colore alimentare e basta? Tiene? Io trovo quelloliquido, va bene? Per la farina di mandorle fino a poco tempo fa l’avevano in pochi, la trovavo solo nei negozi di granaglie o nei miei giri bio, ultimamente la trovo dappertutto. Anche al carrefour sotto casa

  4. Merito credo anche dei blog e delle blogger che la usano parecchio! Baci e buon we

  5. Daniela says:

    @Angela
    in realtà non c’è bisogno delle formine. I bambini, o anche mamme e papà, possono modellare l’impasto come se fosse plastilina. I colori usati sono quelli liquidi, e la frutta si colora con il pennello (va bene anche un pennello normale da usare poi solo per la pasticceria). Noi abbiamo miscelato i colori in un piattino e cercato di creare delle sfumature di colore nella frutta. Buon we anche a te!

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