Tortine di noci profumate ai chiodi garofano

By Daniela

Queste tortine alle noci sono buonissime, sia in versione originale, cioè con lo sciroppo di zucchero, che le rende eccezionalmente morbide, sia semplicemente con una spolverata di zucchero a velo. I cuochini si divertiranno a prepararle da soli con un piccolo aiutino da parte di un adulto.

Ingredienti per 6 stampini di alluminio della capacità di 300 ml:

  • 100 g di zucchero,
  • 100 g di burro,
  • 3 chiodi di garofano,
  • un pezzettino di stecca di cannella,
  • 2 uova,
  • 100 g di noci tritate,
  • 350 g di farina,
  • 3 cucchiaini di lievito,
  • 150 ml di latte;
  •  zucchero a velo.

Per lo sciroppo:

  • 150 g di zucchero,
  • 150 g di acqua,
  • il succo di mezzo limone.

Chiamate un adulto e chiedetegli di polverizzare lo zucchero con i chiodi di garofano e la cannella. A che ci siete, fategli anche accendere il forno a 180°. Adesso potete continuare da soli. Setacciate la farina insieme al lievito, così eliminerete i grumi. Lavorate bene il burro con lo zucchero e poi aggiungete le uova, uno alla volta. Poi aggiungete le noci, il latte e la farina a cucchiaiate. Mescolate bene.

Imburrate gli stampini e infarinateli, senza però toccarli dentro con le dita, altrimenti l’impasto si attaccherà.

Versate l’impasto negli stampini, livellatelo con un cucchiaio e poi infornateli per circa 25 minuti.

Mentre cuociono chiamate un adulto e fategli mettere sul fuoco un pentolino con l’acqua, lo zucchero e il succo di limone e fate bollire il tutto per 5 minuti. Avrete ottenuto lo sciroppo per i vostri dolcini.

Quando i dolcini saranno cotti lasciateli negli stampini e bagnateli con lo sciroppo. Lasciateli riposare fino al completo assorbimento dello sciroppo e poi sformateli con molta delicatezza.

In alternativa, al posto dello sciroppo, potete semplicemente spolverizzarli di zucchero a velo.

I chiodi di garofano

Sono una spezia originaria dell’Indonesia (sempre delle ormai famose isole Molucche) e sono chiamati così perché assomigliano a dei chiodi.

L’albero che li produce è incredibilmente sensibile: se trattato bene darà raccolti abbondanti, altrimenti si “offenderà” e produrrà pochissimi frutti.

Addirittura in passato, quando questo albero fioriva, gli isolani facevano attenzione a non fare troppo rumore per non disturbarlo, non accendevano fuochi per evitare di farlo spaventare e arrivavano al punto di togliersi il cappello quando passavano nelle sue vicinanze!

Oggi tutte queste delicatezze non vengono più usate, però si fa comunque attenzione a non rompere neanche un rametto e a trattarlo con grande “affetto”.

I chiodi di garofano, come tutte le spezie, in passato valevano una fortuna. Pensate che nel 1522 il capitano Sebastian del Cano,  che riuscì a completare la circumnavigazione del globo e arrivò alla corte di Spagna con l’incredibile cifra di 29 tonnellate di chiodi di garofano, fu ricompensato con una pensione a vita e con un pagamento in natura che consisteva in: 3 noci moscate, 2 stecche di cannella e ben…12 chiodi di garofano!

I chiodi di garofano hanno un leggero effetto antidolorifico e da sempre sono stati usati per calmare il mal di denti. Nell’antica Cina i cortigiani prima di rivolgersi all’imperatore dovevano masticare qualche chiodo di garofano, in modo da avere l’alito profumatissimo.

Poiché hanno un odore molto forte e inebriante, in cucina vanno usati a piccolissime dosi.

Fonte: The Spice and Herb Bible, Ian Hemphill, 

The Golden Bow, Sir James Frazer

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Comments

  1. Buongiorno cara Daniela e grazie per questa ricetta che ho già segnato…. adoro tutte le spezie!!!!!!! Un bacione

  2. Daniela says:

    @ Renata
    Grazie della visita cara e buona giornata speziata!

  3. la adoro già….se ne avessi qui una, me la papperei all’istante!
    Un abbraccio

  4. Daniela says:

    @ Simo
    Grazie!!

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