6 alimenti che non dovrebbero mai mancare sulla tavola dei nostri figli

By Daniela

Preservare la buona salute dei nostri figli e prevenire malanni di stagione è l’obiettivo di una sana alimentazione. Ma sapevate che facendo attenzione a non far mancare dei cibi semplici comunemente presenti nel nostro frigorifero o in dispensa, possiamo addirittura prevenire malattie gravi come il cancro? Ce ne parla la dottoressa Claudia Cerella ricercatrice scientifica  presso il Laboratoire de Biologie Moléculaire et Cellulaire du Cancer (LBMCC) di Lussemburgo.

Un interesse primario del laboratorio è identificare composti di origine naturale che possiedano proprietà antiinfiammatorie e anticancro. “Molti composti naturali hanno proprietà anti-infiammatorie e anti-tumorali. “ afferma Claudia “Molti di questi composti sono contenuti in cibi che possiamo assumere regolarmente. Quindi, un’assunzione regolare di tali cibi può significativamente rappresentare una prima fondamentale abitudine nella prevenzione del cancro. Essendo prodotti naturali, ne conosciamo meglio la tollerabilità e il livello di assorbimento nel corpo, limitando rischi di tossicità.”

Ecco una lista dei top 6 redatta da Claudia.

1)   Uva, particolarmente ricca in resveratrolo che apporta anche importanti benefici al sistema cardiovascolare.

2)  frutti di bosco (per esempio, mirtilli, ribes, more), che  hanno un contenuto molto alto di alcune classi di polifenoli, chiamati antocianine e antocianidine. Queste sostanze risultano contrastare il processo delle metastasi, cioè la capacità di cellule tumorali di andare in giro e colonizzare altri organi da quello dove si sono sviluppate.

3)  mele, ricche di quercetina, soprattutto la buccia. Da mangiare quindi biologiche e rigorosamente con la buccia. La quercetina è un altro polifenolo che si trova in molti tipi di frutta e verdura. Numerosi studi provano la sua efficacia nel contrastare l’espressione di proteine o fattori che sono altamente espressi nelle cellule tumorali e che determinano la resistenza alla morte cellulare.

4)  Cavolfiori, broccoli e verze, che  non dovrebbero mai mancare nella dieta settimanale. Sono ricchi in varie classi di composti sulfurei che sono stati ripetutamente dimostrati come ottimi agenti anti-tumorali. Questi stessi composti sono contenuti anche nell’aglio e nelle cipolle. Al laboratorio LBMCC abbiamo dimostrato che questi composti inibiscono la divisione delle cellule tumorali e inducono la morte in cellule di leucemia e linfoma. Stessi risultati sono stati ottenuti su altre forme di cancro in altri laboratori.

5)  Pomodoro, ricco in licopene, un carotenoide. Il suo effetto aumenta quando il pomodoro è cotto, come accade nella dieta mediterranea. Il licopene ha importanti proprietà anti-ossidanti e anti-proliferative sulle cellule tumorali. Altri studi evidenziano un’attività di controllo del livello di colesterolo.

6)  Curry, la curcumina contenuta in questa spezia contrasta l’attività di un importante fattore pro-infiammatorio chiamato NF-kappaB, che è uno delle maggiori cause scatenanti la resistenza alla morte cellulare e alle terapie anti-tumorali.

A questo punto sono sempre più curiosa di saperne di più sull’attività di ricerca svolta da Claudia.

Claudia raccontaci il lavoro che fai. Di cosa ti occupi esattamente?

Sono una ricercatrice scientifica. Mi sono laureata in Scienze Biologiche a Roma, mia città di origine, dove ho successivamente conseguito un Dottorato di Ricerca in Biologia Cellulare e Molecolare. Dal 2007 sono a Lussemburgo, dove continuo la mia attività di ricerca presso il Laboratoire de Biologie Moléculaire et Cellulaire du Cancer (LBMCC) diretto dal Prof. Marc Diederich, situato nell’ospedale del Kirchberg.

Ho sempre condotto le mie ricerche sul cancro. Mi sono specializzata nell’analisi dei processi che regolano la morte cellulare. In particolare, cerco di capire i meccanismi di sopravvivenza e di resistenza alla morte messi in atto dalle cellule tumorali. L’incapacità delle cellule tumorali di morire è uno degli eventi precoci che portano alla formazione e all’affermazione di un tumore. Inoltre, è la causa più frequente di resistenza ai trattamenti chemioterapici sviluppata nei pazienti oncologici. Molto spesso queste alterazioni sono la conseguenza di un’attivazione anomala di altri processi che normalmente svolgono funzioni molto importanti a livello fisiologico. Per esempio, ormai è ben noto che l’instaurarsi di condizioni di infiammazione cronica e l’attivazione erronea e stabile dei mediatori dell’infiammazione promuovono lo sviluppo di meccanismi di sopravvivenza in cellule alterate, da cui si può potenzialmente sviluppare un cancro. Regolare efficacemente questi processi alterati può avere rilevanti benefici sia a scopo chemiopreventivo, cioè prevenendo o ritardando la formazione un tumore maligno in soggetti sani, sia a scopo terapeutico, aumentando l’efficienza delle terapie e la sopravvivenza dei pazienti oncologici.

La nostra ricerca si basa su donazioni volontarie, essendo una fondazione privata no-profit, e spesso è un lavoro silenzioso che non arriva alla grande massa, non perseguendo interessi commerciali

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