Intervista ad una mamma creativa

By Carlotta

Continua la rassegna d’interviste a mamme che non fanno sono le mamme… Camilla è una donna che si divide tra lavoro, famiglia e casa. E anche un po’ di pilates! Lavora con i bambini organizzando atelier d’arte, vediamo dunque come sprigiona la sua energia creativa e la sua voglia di fare!

Chi sei e dove vivi? Mi chiamo Camilla Cuppini, sono di Bologna e vivo da sei anni in Lussemburgo.

Come vive una mamma italiana all’estero? Una mamma all’estero può sentirsi molto bene ma anche un po’ sola, la famiglia d’origine è lontana e questo ha un impatto anche sulle scelte, per esempio, lavorative. Detto questo, la città di Lussemburgo offre molto per i bimbi. La trovo più facile da vivere che Bruxelles o Londra dove sono transitata.

Quanti bambini hai e di che età? Ho due bimbi: Cecilia di 12 anni e Giacomo di 8.

Quali sono gli aspetti della maternità che preferisci? I baci che ricevo dai miei bimbi:–))

E quali sono invece le parti più dure dell’essere mamma? Il lavoro non-stop 24 ore su 24, 365 gg l’anno.

Cosa ti ha sorpresa di più diventando mamma? Le notti insonni all’inizio e il fatto che il mio ruolo nella società cambiava da figlia a mamma, un lavoro a tempo indeterminato per tutta la vita.

Di cosa ti occupi? Al momento insegno italiano e arte contemporanea, agli adulti e ai bambini.

Come me e Daniela, parte del tuo lavoro è insegnare ai bambini. Raccontaci perché-come-dove… Fino all’anno scorso ho tenuto dei corsi di avvicinamento all’arte contemporanea per i bimbi tra i 7 e i 12 anni presso l’Istituto di cultura italiano qui in Lussemburgo e al Lycée Vauban. Da quest’anno, lo stesso corso viene proposto dalla Dante Alighieri. Ho la fortuna anche di avere un gruppo di bimbi di varie età che seguo per accompagnarli nel loro percorso scolastico. Un lavoro molto gratificante.

Descrivici il lavoro che porti avanti con i bambini. Quali sono i tuoi segreti per accattivare e catturare la loro attenzione creativa? Il motto cinese che ha ispirato Munari, grande iniziatore dei laboratori didattici d’arte per bambini è: ” se ascolto dimentico, se vedo ricordo, se faccio capisco”. Durante i miei atelier metto in pratica questa idea. Credo che il modo migliore di comprendere l’arte contemporanea sia quello di farla. Ti do un esempio concreto: l’ultimo atelier aveva come tema i meccanismi immaginari. Molti artisti contemporanei ad esempio Calder, JeanTinguely, Zorio, lo stesso Munari, hanno realizzato dei meccanismi che non hanno alcuna utilità ma che hanno un loro senso e una loro bellezza nel meccanismo stesso. I bambini stimolati da immagini di opere di questi artisti possono, in seguito, provare a progettare un meccanismo immaginario su carta. Per attirare la loro attenzione mi rivolgo al loro mondo. Nell’atelier citato, per esempio, parto da delle domande: Che cos’è che ti dà fastidio? Che tipo di macchina potrebbe risolvere questo fastidio? …un bimbo mi ha detto che vorrebbe una sveglia che non suona, una sveglia silenziosa che lo accarezzi con una piuma, un altro che non vorrebbe più andare a scuola e che quindi desidererebbe una macchina che gli inculcasse tutto il sapere senza più obblighi scolastici…. In seguito si cerca di tradurre in un disegno di meccanismo il desiderio espresso dal bimbo. Ne vengono fuori delle belle!

Perché hai scelto di lavorare proprio con i più piccini? Finora ho sperimentato i laboratori con bimbi dai 7 ai 13 anni. Delle fasce molto diverse. Lo stesso atelier prende forme completamente diverse a seconda dell’età. L’universo dei bimbi è magico e lavorare con loro mi arricchisce ogni volta. Può essere un po’ faticoso fisicamente ma emotivamente è sempre una sfida nuova.

Quali sono le tue fonti d’ispirazione? L’arte e la filosofia e poi il motto cinese che dice che “l’elefante si mangia a pezzettini e non in un sol boccone”.

Quale è secondo te la cosa più importante che una mamma deve fare? Amare molto. Aiuta anche in caso di perdita di pazienza.:–))

E quale invece quella che NON deve fare? Predicare bene ma razzolare male.

Libro sul comodino? ”L’art de la meditation” di M. Ricard e un libro storico sulla Turchia che visiterò fra breve.

Sogno nel cassetto attuale? Lavorare al 100% nell’ambito dell’arte.

Tacchi o ballerine? Tacchi la sera e ballerine di giorno.

La tua ricetta vincente? Me la dici tu?… please!

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...

Speak Your Mind

*