Cuciniamo come gli antichi romani

cucina-antichi-romani

By Daniela e Carlotta

Cosa c’è di più facile per avvicinare i bambini alla storia che far vivere loro il quotidiano dei popoli antichi? E cosa c’è di più quotidiano che la cucina? Scoprire cosa mangiava un popolo e perché, i tabù alimentari, i cibi che mangiamo ancora oggi e quelli che non mangeremmo più neanche se ci pagassero o quelli che non sapremo mai che sapore avevano perché si sono estinti, è un modo per sensibilizzare i bambini alla storia del sociale e per farli appassionare alla storia in genere.

È stato con enorme piacere che abbiamo accettato l’invito di Alessandra Nicotra, maestra della quarta elementare della sezione italiana alla scuola europea, di organizzare un workshop per bambini sulla cucina degli antichi romani.

I bambini, che avevano già molto studiato insieme alla maestra, erano preparatissimi sull’argomento e contentissimi di mettere in pratica ciò che avevano appreso . La maestra per motivarli ancora di più e farli immedesimare in questo viaggio nel tempo li ha anche fatti vestire tutti quanti da antichi romani.

Per il workshop io e Carlotta abbiamo scelto un piatto facilissimo da preparare, a base di farina di farro, cereale importantissimo nella dieta degli antichi romani, tanto che il nome “farina” viene proprio da farro.

cucina-antichi-romani-

Per circa 2 ore piccoli romani e romane si sono divertiti a impastare, spianare la pasta e ricavarne dei maltagliati o come li chiamavano gli antichi romani delle lagane e alla fine tutti sono tornati a casa con un sacchettino pieno di pasta da cucinare la sera per cena.

Maltagliati di farro

Ingredienti per 5 persone:

500 gr di farina di farro, 1 presa di sale, acqua q.b.

Disponete la farina sul tavolo da cucina, fate un cratere, mettetevi al centro la presa di sale e versatevi a poco a poco l’acqua fino ad ottenere un impasto elastico e omogeneo. Lavoratelo energicamente per circa 10 minuti e lasciate riposare.

Infine stendete l’impasto sul tavolo da cucina e ricavatene rettangoli, quadrati, rombi, insomma quello che volete senza fare attenzione alla precisione del taglio…visto che stiamo preparando dei maltagliati!!

Cuocete la pasta in abbondante acqua salata con un cucchiaio d’olio (per evitare che la pasta si attacchi). Poi condite i maltagliati con un sugo a vostra scelta. Con la pasta di farro si sposano molto bene i sughi di pesce e anche il pesto.

cucina-antichi-romani-

La cucina degli antichi romani

Per molti versi gli antichi romani avevano una cucina molto simile a quella mediterranea dei nostri giorni. Mangiavano infatti tante verdure, molti cereali, olio, legumi  e poca carne.

La cucina che era molto frugale nel perdo repubblicano, divenne via via sempre più sofisticata e complessa in epoca imperiale. E’ questa l’epoca dei grandi banchetti che a volte duravano fino all’alba (anche se molti Romani benpensanti li consideravano un’esagerazione e una dimostrazione di cattivo gusto).

Apicio, un riccone dell’epoca e noto gastronomo, arrivò a togliersi la vita quando scoprì che gli erano rimasti “solo” dieci milioni di sesterzi, che secondo lui, non gli sarebbero bastati per organizzare i suoi sfarzosi banchetti.

Nonostante le similitudini con la cucina di oggi, alcuni piatti romani però risulterebbero veramente lontanissimi dal nostro gusto.

I Romani mangiavano:

– struzzi, pappagalli e pavoni e anche ghiri, che allevavano al buio in giare ricoperte. A quanto pare arrostiti e cosparsi di miele erano una vera prelibatezza e venivano serviti come antipasto.

– intingoli a base di pesce fermentato dall’odore e dal sapore fortissimo: il garum e il liquamen,  che a giudicare dal nome doveva avere un odorino…!

– tantissime spezie venute da tutte le parti dell’Impero. In epoca imperiale avere sulla tavola cibi cosmopoliti era sia uno status symbol, sia un modo per dimostrare concretamente la grandezza dell’Impero. Zenzero, cannella, cardamomo, ma anche spezie al giorno d’oggi estinte come il mitico “silfio”.

– il grano per eccellenza era il farro, pensate che il nome farina viene appunto da questo cereale. I Romani lo consumavano sotto forma di polenta (l’antenata della polenta di grano), tanto che i Greci li chiamavano mangiatori di polenta”, insomma “polentoni”!

I Romani non mangiavano:

–      Burro. Lo conoscevano ma era destinato essenzialmente alla preparazione di unguenti e medicinali; il grasso per eccellenza era l’olio di oliva.

–      Pomodoro, patate, cacao, zucche, tutti alimenti sconosciuti in Europa fino alla scoperta dell’America.

cucina-antichi-romani

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...

Comments

  1. Ed oggi, girovagando per il mio blog, mi siete venute in mente!
    Vi leggo in forma come non mai con anche un libro! complimentisssima!
    E a proposito di questo post.. volete saperne una? mio marito ha comprato il Garum… non vi dico che puzza… e ancora li nel botticino, nelle “istruzioni” dice di condirci due spaghetti… vi lascio immaginare!

    Alla prossima
    Laura

  2. Daniela e Carlotta says:

    @ Laura: grazie cara!! …vedrai che il garum é un po’ come la colatura di alici di Cetara:…non male sugli spaghetti!! Facci sapere che ci interessa, baci baci e a presto!!

Speak Your Mind

*