Granita di gelsi neri e storia dell’albero di gelsi

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By Daniela

Sapori dimenticati: primavera

È già passato un anno da quando abbiamo cominciato questa raccolta di sapori dimenticati a sei mani (io, Carlotta e Lia montagne di biscotti)  e ci avete mandato tantissime ricette che ci hanno permesso di scoprire verdure e frutta quasi sconosciuti, o poco usati, o poco valorizzati.

Per la ricetta della frutta primaverile, che si è fatta un po’ attendere lo ammetto, così come la primavera quest’anno, abbiamo scelto i gelsi neri.

I gelsi neri hanno una lunghissima e avvincente  storia che potrete raccontare ai bambini come una fiaba.

Tanto tanto tempo fa la seta si poteva acquistare solo nel lontano Oriente. Era merce preziosa e quindi costosissima. I mercanti effettuavano viaggi pericolosissimi in parte in nave e in parte via terra con le carovane, sfidando pirati, ladroni e malattie e affrontando deserti e bestie feroci. La Cina, patria della seta, era piena di alberi di gelsi, cibo di cui i bachi sono ghiotti, anzi, a dire il vero, l’unico cibo di cui si nutrono, e chiunque osasse portare le preziose bestioline fuori dal paese veniva condannato a morte.  Un giorno però un intrepido monaco riuscì a portare in Europa qualche baco nascondendolo nel suo bastone cavo; in questo modo riuscì a lasciare indisturbato il paese con il suo prezioso bottino. Da quel momento in Europa cominciò l’allevamento dei bachi e la produzione della seta e con essa l’introduzione degli alberi di gelsi nelle campagne.

A metà del 1200 risentiamo parlare dell’albero di gelsi, quando Marco Polo ambasciatore del Gran Khan, ci racconta quella che per allora era una stupefacente innovazione tecnologica: i tartari come denaro non usavano né oro, né argento, bensì, meraviglia delle meraviglie,  pezzi di carta, garantiti dai tesori dell’imperatore. Si trattava delle prime banconote e la carta veniva ricavata proprio dagli alberi di gelsi!

Pare che in passato, almeno fino al primo dopoguerra, avere almeno un albero di gelsi  in giardino costituiva una piccola riserva in natura contro le difficoltà economiche. Bastava vendere qualche baco per ricavare un piccolo gruzzoletto per far fronte a spese impreviste.

Certo è un bene che il baco sia  ghiotto solo delle sue foglie, perché noi umani preferiamo invece i suoi frutti, i gelsi, che sono ottimi da mangiare così come sono appena raccolti, oppure per farne marmellate, crostate e in estate granite, come quella che ho preparato io. Purtroppo però i gelsi, ora come ora, sono praticamente ignorati dalla grande distribuzione e se una volta era abbastanza facile trovarli dai fruttivendoli del quartiere o da venditori ambulanti, disposti in piccoli cestini foderati con foglie di gelsi, adesso l’unico modo per mangiarli è andarli a raccogliere direttamente in campagna. Unica avvertenza: quando li raccogliete non mettetevi vestiti nuovi appena comprati, perché i gelsi neri macchiano senza pietà. E se volete raccoglierne tanti, mettete un lenzuolo sotto l’albero (anche questo vecchio, vecchissimo, per carità!) e lasciate cadere i frutti sul lenzuolo. Attenzione comunque a non mangiarne troppi perché i gelsi sono leggermente lassativi.

La ricetta della granita di gelsi neri

Ingredienti per 6-8 persone: 1 kg di gelsi neri, 1 limone, 190 g zucchero, 5 dl d’acqua.

Indossate vestiti vecchi e grembiuli a prova dio macchia. Lavate e asciugate i gelsi con delicatezza. Poi metteteli in una grande coppa di plastica e schiacciateli con una forchetta. Mettete sul fuoco l’acqua con lo zucchero fino a quando non si sarà sciolto, poi lasciate raffreddare.

Spremete il limone e aggiungetelo alla poltiglia di gelsi, poi unite lo sciroppo di zucchero freddo e mescolate.

Mettete in freezer la coppa e mescolate ogni mezz’ora circa con un cucchiaio, fino a quando la granita non si sarà solidificata.

Naturalmente siete tutti invitati a partecipare alla raccolta con le vostre ricette, vanno benissimo anche quelle già pubblicate.  Il banner da prelevare è qui sotto.

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Di seguito anche la lista delle ricette di frutta e verdure che ci sono pervenute finora.

Estate

Autunno- inverno

Primavera

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Comments

  1. Ho visto il tuo titolo e subito mi è venuta in mente quella granita mangiata l’estate scorsa a Selinunte.. che ottimo ricordo!!!

    Not Only Sugar

  2. Daniela says:

    @ Not Only Sugar

    La granita di gelsi (specie con panna) è il mio comfort food dell’estate…. :)

Trackbacks

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