La storia del sale spiegata ai bambini

sale

By Daniela

Forse ti stupirai di scoprire che il sale è chiamato addirittura oro bianco.  Certo a casa lo consumi, mamma e papà lo adoperano per cucinare, ma magari lo ritieni una presenza scontata, qualcosa che costa poco e che si trova in abbondanza nelle case di tutti.

Eppure non sempre è stato così. Quando l’uomo da cacciatore raccoglitore diventò stanziale e si dedicò all’agricoltura e all’allevamento(circa 10.000 anni fa), uno dei problemi più grandi che dovette affrontare fu la conservazione degli alimenti, soprattutto carne e pesce, che senza frigorifero, congelatore e compagnia, duravano molto molto poco.

Invece, miracolo! Qualcuno scoprì che sotto sale si conservavano per mesi e mesi.  Ancora oggi si mettono sotto sale alcuni pesci come il merluzzo e le sarde.

Inoltre il sale serviva, allora come adesso, a insaporire i cibi.

Ma non tutti i popoli possedevano il sale o sapevano come ricavarlo. Cominciò così a fiorire il commercio del sale.

I Romani avevano addirittura dato il nome del sale a una via importantissima, utilizzata soprattutto per il trasporto di questa preziosissima merce: la via Salaria.

Esistono  città il cui nome deriva dal sale. Pensiamo a Salisburgo, letteralmente “castello del sale”, la cui attività più importante nel Medioevo era l’estrazione di sale dalle miniere. Dalle miniere?! Direte voi. Effettivamente il sale si può ricavare dalle saline, vicino al mare, oppure da miniere che si trovano nelle montagne, perché tanti milioni di anni fa al posto di alcuni monti c’erano laghi salati o addirittura mari, che poi si sono asciugati dando luogo a grandi banchi di salgemma.

Il Salento, il tacco d’Italia, deve il suo nome al fatto che è tutto circondato dal mare (e quindi dal sale), o ancora Salsomaggiore, vicino Parma, chiamata così per vie delle acque salmastre curative del luogo.

A Wieliczka, vicino Cracovia, c’è un’antica miniera di sale ancora in uso, famosa perché al suo interno ci sono addirittura sale, cappelle e laghi sotterranei. Molte sale sono addirittura adornate con statue e lampadari, tutti di sale!

Ancora oggi troviamo nella nostra lingua (ma anche in altre, come inglese e francese) parole che derivano da sale. La parola salario per indicare lo stipendio, ad esempio,  per via dell’abitudine di pagare i mercenari romani in parte con il prezioso minerale.

Se qualcosa è troppo caro, ad esempio il conto del ristorante, diciamo “è salato!”

Infine  pensiamo a tutte le parole che sono rimaste nell’ambito culinario:

salsiccia, insalata, salume e anche salsa!

E per finire potrete leggere la fiaba Bene come il sale, nel libro Il pentolino magico di Massimo Montanari, editori Laterza.

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...

Speak Your Mind

*