A lezione di storia in cucina: i globuli di ricotta degli antichi romani

globuli

By Daniela

Non c’è modo migliore di imparare la storia che non coinvolgere tutti i sensi e in particolare il gusto e l’olfatto. A volte le ricette vecchie di millenni possono riservare piacevoli sorprese come è il caso di questo dolce degli antichi Romani: i globuli di ricotta al miele, semplici da fare e buonissimi.

Questa ricetta è una variante al forno rispetto alla versione originale che prevedeva la frittura dei globuli in olio di oliva. Ovviamente non contiene zucchero, perché gli antichi Romani non lo conoscevano. Inoltre ho aggiunto 2 cucchiai di miele nell’impasto che prevedeva l’aggiunta del miele solo alla fine.

Ingredienti per circa 40 globuli (per 6 persone):

 

  • 500 g di ricotta,
  • 180 g di semolino,
  • 2 cucchiai di miele,
  • un pizzico di sale;
  • foglie di alloro, miele liquido

 

Preparazione:

 

impastare la ricotta con il semolino, il miele e il sale e lasciare riposare in frigo per qualche ora. L’impasto si presenterà compatto e facile da lavorare. Formare delle palline non troppo piccole e farle cuocere in forno già caldo a 180° per circa 10 minuti o fino a quando i globuli non saranno dorati. Disporre su un piatto da portata coperto da foglie di alloro e irrorare di miele liquido.

 

 

Buone maniere a tavola!

 

Prima di sedersi i Romani toglievano i sandali e gli schiavi provvedevano a lavare loro i piedi e le mani. Naturalmente parliamo dei Romani ricchi che erano invitati a banchetti di loro amici altrettanto agiati. I Romani non usavano le forchette (che cominceranno a essere usate in Europa soltanto nel Settecento), quindi dovevano lavarsi continuamente le mani. Per questo motivo a tavola venivano preparate delle ciotoline con acqua e petali di rosa.

inoltre non c’era la tovaglia, ma ogni ospite si portava da casa il proprio tovagliolo, nel quale poi, se voleva poteva avvolgere i resti della cena. Le ossa delle pietanze di carne venivano gettate ai servi. Eruttare veniva considerato molto educato ed era un modo di dire al padrone di casa che si era gradito il cibo.

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