Le storie di Daniela

La storia dell’omino di panpepato

27 dicembre 2011

By Daniela

La storia di oggi fu narrata tanto tempo fa da una nonna alla sua nipotina, che l’ha poi raccontata alla sua nipotina che l’ha poi raccontata alla sua nipotina e questo per tante generazioni fino ad arrivare a noi.

C’era una volta un vecchino e una vecchina che abitavano in una piccola casetta ai margini del bosco. La coppia sarebbe stata molto felice se non fosse stato per una cosa: non avevano figli e ne avrebbero tanto desiderato uno.  Un giorno mentre la vecchina faceva il panpepato, con un po’ di impasto fece un omino con due braccia, due gambe, un faccino e poi insieme a suo marito con l’uvetta gli fecero gli occhi, il naso, la bocca e persino i bottoncini del suo vestitino. La buona vecchina lo mise poi a cuocere nel forno, ma quando aprì per vedere se l’omino era cotto, questi con un gran balzo salto fuori e scappò via e cominciò a correre a più non posso. La vecchina chiamò il marito e tutti e due cominciarono a inseguirlo, ma non riuscirono ad acchiapparlo. E così l’omino arrivò a un granaio dove lavoravano dei trebbiatori e disse:

Da una vecchina

e da un vecchino

potei scappare e anche voi saprò gabbare.

Corri, corri a perdifiato, io son l’omino di panpepato,

corri, corri ma vedrete, acchiapparmi non potrete! Continua a leggere »

Il ratto della primavera

13 aprile 2011

Demetra, dea della terra e della fecondità, aveva una figlia di straordinaria bellezza di nome Persefone (detta anche Primavera), e per paura che gliela portassero via la teneva al sicuro nella sua isola preferita, la Sicilia.

Ma le precauzioni non bastarono, perché un giorno l’evento tanto temuto da Demetra si avverò. Un bel mattino infatti Persefone, mentre coglieva fiori un po’ in disparte dalle ninfe sue amiche, venne rapita da Ade, il dio degli inferi, che se ne era perdutamente innamorato. Demetra cercò la figlia per nove giorni e nove notti, ma invano.

“Figlia mia, mio unico bene, dove sei? Inutile per me è la vita se tu non sei qui con me. Vorrei morire, ma sono una Dea e quindi immortale. Che destino amaro il mio, non poter morire ed essere oppressa da un’angoscia mortale! Così indicibile è la mia pena che non potrò più compiere il mio dovere. Notte, avvolgi la terra in un manto buio e freddo! Fiori, fuggite i prati! Frutti, abbandonate gli alberi! Non vi sia più gioia sulla terra senza Persefone e muoiano gli uomini tutti!” E così dicendo si allontanò, chiusa nel suo dolore. Continua a leggere »

La storia di Guglielmo Tell raccontata ai bambini

7 febbraio 2011

Tanto tanto tempo fa, in pieno medioevo, quasi tutti i territori dell’odierna Europa erano soggetti all’autorità dell’Imperatore. La Svizzera non faceva eccezione, anche se gli abitanti di quei luoghi avevano più volte manifestato la volontà di rendersi indipendenti.

Per sottolineare invece, che anche gli svizzeri dovevano inchinarsi alla volontà dell’impero, il suo rappresentante, un certo Gessler, su un altissimo bastone della pubblica piazza di Altdorf fece issare il cappello dell’imperatore. Chiunque passava di lì era obbligato a inchinarsi, se non voleva perdere tutti i suoi beni e la sua libertà. Continua a leggere »

LA TERRIBILE STORIA DEL VASA

17 gennaio 2011

By Daniela

C’era una volta un re che a soli 17 anni si trovò a capo di un grande e potente regno. Il suo nome era Gustavus Adolphus e il suo regno era la Svezia.

Questo re era così forte e temuto dai suoi nemici che veniva soprannominato il “leone del nord”. Era un periodo di battaglie sanguinose per l’Europa, la guerra infuriava tra Danimarca, Svezia, Russia e Polonia e Gustavus aveva bisogno di molte navi per la sua flotta.

Un giorno decise di farsene costruire una grandissima, così grande che al solo vederla i suoi avversari sarebbero morti dalla paura. Continua a leggere »

La vera storia della Befana

5 gennaio 2011

By Daniela

Un sei gennaio di tanti tanti anni fa, tre re saggi e sapienti furono avvertiti da una stella cometa che era nato a Betlemme il più grande di tutti i Re. I tre sapienti decisero subito di recarsi a rendergli omaggio e portargli tre doni preziosi: oro, incenso e mirra.

Durante il percorso si fermarono davanti a una casa vecchia e cadente ma pulitissima. Era la casa di Epifania, conosciuta da tutti come Befana. La Signora Befana era una vecchietta gentile e molto arzilla, ma di un’incredibile bruttezza. Aveva poteri magici e si muoveva sempre a cavallo di una scopa, vecchia e brutta come lei, che le serviva anche per pulire la casa. Continua a leggere »

Perché si dice 2 pesi e 2 misure

3 gennaio 2011

By Daniela

Per noi cuochi di oggi è facile realizzare una ricetta: i metodi di preparazione sono descritti chiaramente e le dosi sono indicate in maniera esatta. Ma non sempre è stato così. Le ricette di una volta erano molto vaghe perché si rivolgevano a un pubblico di professionisti e le quantità erano genericamente indicate con “quanto basta”. Ma non solo. Il vero problema era che in Europa fino alla seconda metà dell’Ottocento non ci si era ancora riusciti a mettere d’accordo su un metodo di misura unico per i solidi (cioè farina, zucchero, burro e anche… persone!) e per i liquidi (cioè latte, vino, ecc ). Continua a leggere »

La probabile storia delle praline

28 dicembre 2010

By Daniela

In realtà nessuno ha la certezza del perché le praline si chiamano “praline”.

Si racconta però, che una sera di tanti tanti anni fa, un cuoco di nome Clément Jaluzot, mentre si accingeva a preparare la cena per il suo padrone, il duca de Plessis-Praslin, fece cadere per errore lo zucchero fuso in un composto di mandorle tritate (peraltro c’è chi dice anche che lo fece apposta).  Siccome allora non si gettava nulla, l’ingegnoso cuoco ricoprì quelle preparazioni di cioccolato fuso e le servì come dessert al suo duca.

Pare che il duca ne fosse talmente entusiasta da volerle servire in tutte le sue feste.

Durante una cena di quelle molto importanti – per intenderci quelle  in cui un duca può anche giocarsi la carriera per sempre – gli venne chiesto il nome di quelle squisitezze.

Senza imbarazzo alcuno per la bugia che stava dicendo, il duca di Praslin rispose: “l’inventore sono io e dunque si chiamano come me, praline.”

Alla fine di una lunga e onorata carriera il fedele cuoco Clément si ritirò nel suo paese, Montargis in Francia, dove aprì una pasticceria che è sopravvissuta fino ai nostri giorni.

Perché mai l’Europa si chiama Europa?

24 novembre 2010

By Daniela

Vi siete mai chiesti perché il continente dove abitiamo si chiama Europa?

Narra un mito che tanti tanti anni fa, nella città di Sidone, viveva una bellissima principessa di nome Europa che un giorno andò sulla spiaggia a giocare con le sue amiche. Continua a leggere »